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	<title>Comments on: Una nuova sensibilità: l&#8217;ascolto.</title>
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	<description>Advertising in the jungle</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 23:43:09 +0000</pubDate>
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		<title>By: La prima volta che realizziamo la copertina di un libro. E anche il libro. at Monkey Business</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-456</link>
		<dc:creator>La prima volta che realizziamo la copertina di un libro. E anche il libro. at Monkey Business</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:53:58 +0000</pubDate>
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		<description>[...] fuori dagli schemi (e dentro un coworking), e - speriamo - vicino a chi lavora con passione sui nuovi modi di proporre il dialogo tra produttori e [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] fuori dagli schemi (e dentro un coworking), e - speriamo - vicino a chi lavora con passione sui nuovi modi di proporre il dialogo tra produttori e [...]</p>
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		<title>By: Prezzi, chiavi, flessibilità, ufficio indipendente, bicycle room. Le novità di Cowo. &#171; Cowo.</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-440</link>
		<dc:creator>Prezzi, chiavi, flessibilità, ufficio indipendente, bicycle room. Le novità di Cowo. &#171; Cowo.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 20:18:56 +0000</pubDate>
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		<description>[...] marketing di un coworking (come del resto tutto il marketing, imho) non può che essere ascolto, perché stiamo cercando una via che non ha business plan conosciuti (non da noi), e nemmeno [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] marketing di un coworking (come del resto tutto il marketing, imho) non può che essere ascolto, perché stiamo cercando una via che non ha business plan conosciuti (non da noi), e nemmeno [...]</p>
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		<title>By: &#8220;Ma allora, la crisi, voi non la sentite&#8230;&#8221; &#171; oh my marketing!</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-334</link>
		<dc:creator>&#8220;Ma allora, la crisi, voi non la sentite&#8230;&#8221; &#171; oh my marketing!</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 20:23:32 +0000</pubDate>
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		<description>[...] buona mezz&#8217;ora dei progetti che abbiamo in pista con le scimmie, i cowi, il libro, i corsi, l&#8217;ascolto ecc ecc, se n&#8217;è uscito con la frase:  Ma allora, la crisi, voi non la [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] buona mezz&#8217;ora dei progetti che abbiamo in pista con le scimmie, i cowi, il libro, i corsi, l&#8217;ascolto ecc ecc, se n&#8217;è uscito con la frase:  Ma allora, la crisi, voi non la [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: La nuova presentazione Monkey Business. at Monkey Business</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-72</link>
		<dc:creator>La nuova presentazione Monkey Business. at Monkey Business</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 07:38:47 +0000</pubDate>
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		<description>[...] modi che hanno le marche di rapportarsi ai consumatori (blog, social media, iniziative varie di marketing dell&#8217;ascolto) più mi rendo conto di quanto la pubblicità sia&#8230; una cosa seria, appunto, da affrontare con [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] modi che hanno le marche di rapportarsi ai consumatori (blog, social media, iniziative varie di marketing dell&#8217;ascolto) più mi rendo conto di quanto la pubblicità sia&#8230; una cosa seria, appunto, da affrontare con [...]</p>
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	<item>
		<title>By: max</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-71</link>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 07:16:43 +0000</pubDate>
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		<description>ciao giovanni, ottimo il passaggio dalla provocazione all'entusiasmo ;-)

credo siamo nel mezzo di un passaggio, in cui vale un po' tutto, la difficoltà (ma anche il bello) sta nel vivere la transizione in positivo... 

le vecchie regole le conosciamo, le nuove regole le stiamo scrivendo tutti insieme, come ho letto di recente da qualche parte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao giovanni, ottimo il passaggio dalla provocazione all&#8217;entusiasmo <img src='http://www.monkeybusinessmilano.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>credo siamo nel mezzo di un passaggio, in cui vale un po&#8217; tutto, la difficoltà (ma anche il bello) sta nel vivere la transizione in positivo&#8230; </p>
<p>le vecchie regole le conosciamo, le nuove regole le stiamo scrivendo tutti insieme, come ho letto di recente da qualche parte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Giovanni</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-70</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 21:04:25 +0000</pubDate>
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		<description>Solo oggi leggo la risposta alla mia pseudo provocazione. Mi sembra giusto coltivare la piantina dell'ascolto e sono il primo ad innaffiarla periodicamente. Quello che mi aspetto anzi, oserei dire, pretendo dai miei potenziali datori di lavoro (i Produttori, come continuo a dire) è la buona e seria volontà: la predisposizione verso scelte poco popolari e scarsamente remunerative nel breve termine per ottenere un valido riscontro sulle vendite nel lungo periodo. 
Ho letto la nutrita lista di produttori con le orecchie, si tratta anche di multinazionali affermate a quanto pare, pertanto, i capitali da investire non mancano forse manca il coraggio di "sprecare denaro per soddisfare potenziali consumatori, che potrebbero rivelarsi piccole nicchie e che non si accontentano dei prodotti e della qualità standard loro offerta".
Ascoltare non costa nulla: è sufficiente mettere un giovincello dietro un terminale a raccogliere le lamentele dei consumatori. 
Spero anzi sono convinto che ciò che si propone in questa sede ha una portata molto più ampia. 
Credo vivamente nel fatto che chi sarà capace di cogliere, prima di altri, l'opportunità offerta dal marketing dell'ascolto resterà sul mercato a lungo e i suoi prodotti/servizi saranno "vacche da mungere".
Sarà, però, necessaria una rivoluzione pervasiva e non apparente all'interno di tutta la struttura organizzativa, del produttore in questione, che partendo dal Marketing e passando per l'area Finanza finisca col coinvolgere il Vertice Strategico e il Nucleo Operativo. Codiremo, poi, il tutto con abbondanti comunicazioni informali tra le parti e il gioco sarà fatto, o, quasi. 
Datemi una società disposta a tutto questo, con i tempi che corrono, e tra una decina di anni saremo un punto di riferimento per tutti tipi di organizzazioni profit e non profit. 
Scusate, mi sono fatto prendere dall'entusiasmo, questa volta, alla prossima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo oggi leggo la risposta alla mia pseudo provocazione. Mi sembra giusto coltivare la piantina dell&#8217;ascolto e sono il primo ad innaffiarla periodicamente. Quello che mi aspetto anzi, oserei dire, pretendo dai miei potenziali datori di lavoro (i Produttori, come continuo a dire) è la buona e seria volontà: la predisposizione verso scelte poco popolari e scarsamente remunerative nel breve termine per ottenere un valido riscontro sulle vendite nel lungo periodo.<br />
Ho letto la nutrita lista di produttori con le orecchie, si tratta anche di multinazionali affermate a quanto pare, pertanto, i capitali da investire non mancano forse manca il coraggio di &#8220;sprecare denaro per soddisfare potenziali consumatori, che potrebbero rivelarsi piccole nicchie e che non si accontentano dei prodotti e della qualità standard loro offerta&#8221;.<br />
Ascoltare non costa nulla: è sufficiente mettere un giovincello dietro un terminale a raccogliere le lamentele dei consumatori.<br />
Spero anzi sono convinto che ciò che si propone in questa sede ha una portata molto più ampia.<br />
Credo vivamente nel fatto che chi sarà capace di cogliere, prima di altri, l&#8217;opportunità offerta dal marketing dell&#8217;ascolto resterà sul mercato a lungo e i suoi prodotti/servizi saranno &#8220;vacche da mungere&#8221;.<br />
Sarà, però, necessaria una rivoluzione pervasiva e non apparente all&#8217;interno di tutta la struttura organizzativa, del produttore in questione, che partendo dal Marketing e passando per l&#8217;area Finanza finisca col coinvolgere il Vertice Strategico e il Nucleo Operativo. Codiremo, poi, il tutto con abbondanti comunicazioni informali tra le parti e il gioco sarà fatto, o, quasi.<br />
Datemi una società disposta a tutto questo, con i tempi che corrono, e tra una decina di anni saremo un punto di riferimento per tutti tipi di organizzazioni profit e non profit.<br />
Scusate, mi sono fatto prendere dall&#8217;entusiasmo, questa volta, alla prossima.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: max</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-62</link>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Oct 2007 08:50:09 +0000</pubDate>
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		<description>sante parole (che la pubblicità non è mai stata autoreferenziale, perché c'è di mzzo la vendita del prodotto).

tuttavia, l'atteggiamneto dell'ascolto presuppone una mentalità che mi pare non ancora diffusa.

pocvo male, come sempre le cose avvengono con gradualità.

significa che chi si sveglia prima trarrà i maggiori vantaggi.

la cosa che mi piace dell'ascolto è che introduce nel marketing dei concetti molto umani, molto vicini alle persone, quali l'attenzione, la vicinanza, il dialogo nel senso più vero. 

è una sfida non da poco, a mio parere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sante parole (che la pubblicità non è mai stata autoreferenziale, perché c&#8217;è di mzzo la vendita del prodotto).</p>
<p>tuttavia, l&#8217;atteggiamneto dell&#8217;ascolto presuppone una mentalità che mi pare non ancora diffusa.</p>
<p>pocvo male, come sempre le cose avvengono con gradualità.</p>
<p>significa che chi si sveglia prima trarrà i maggiori vantaggi.</p>
<p>la cosa che mi piace dell&#8217;ascolto è che introduce nel marketing dei concetti molto umani, molto vicini alle persone, quali l&#8217;attenzione, la vicinanza, il dialogo nel senso più vero. </p>
<p>è una sfida non da poco, a mio parere.</p>
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	<item>
		<title>By: Marco</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-61</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 00:16:51 +0000</pubDate>
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		<description>credo che Giovanni abbia ragione, ma penso che il nuovo modo di intendere la comunicazione sia un passo verso una maggiore dignità del consumatore.

Chiacchierando con Maurizio Sala, lo ascoltavo dire che la comunicazione pubblicitaria non mai stata autoreferenziale. Ha sempre avuto un feedback. Un tempo si chiamava  vendita del prodotto. 

Adesso invece c'è la possibilità di ottenere qualche indicazione dal consumatore prima dell'irrimediabile lancio di un prodotto, e la comunicazione diventa un processo più dinamico e dialogico.

Questo fa bene al consumatore, che è maggiormente ascoltato, e all'azienda, che investe in modo più oculato e coinvolge maggiormente il proprio target, ormai assuefatto dalla comunicazione generalista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che Giovanni abbia ragione, ma penso che il nuovo modo di intendere la comunicazione sia un passo verso una maggiore dignità del consumatore.</p>
<p>Chiacchierando con Maurizio Sala, lo ascoltavo dire che la comunicazione pubblicitaria non mai stata autoreferenziale. Ha sempre avuto un feedback. Un tempo si chiamava  vendita del prodotto. </p>
<p>Adesso invece c&#8217;è la possibilità di ottenere qualche indicazione dal consumatore prima dell&#8217;irrimediabile lancio di un prodotto, e la comunicazione diventa un processo più dinamico e dialogico.</p>
<p>Questo fa bene al consumatore, che è maggiormente ascoltato, e all&#8217;azienda, che investe in modo più oculato e coinvolge maggiormente il proprio target, ormai assuefatto dalla comunicazione generalista.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: max</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-60</link>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 07:01:06 +0000</pubDate>
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		<description>buongiorno giovanni, innanzitutto grazie per il tuo intelligente stimolo a questa conversazione.

in una società collegata, è logico aspettarsi un "overload" come lo chiamano, di informazioni, ingestibili per un fatto, prima di tutto, quantitativo.

i miliardi di dati sono ovviamnete una paraiisi per il marketing, ma credo che il punto non sia questo, bensì il fatto che il marketing com'è ora ha bisogno di rinnovarsi, perché non sta dietro all'evoluzione dei consumatori.

in questo senso, il mktg dell'ascolto propone una piccola alternativa di approccio. 

non è difficile iniziare ad aprirsi a questa strada, per un produttore (uso la tua definizione) attento al suo mercato. basta un giovane all'interno dell'azienda che si preoccupi di tenere aggiornato il corporate blog, per dire, piuttosto che si impegni a seguire la blogosfera in quel settore di riferimento.

lo scopo non è esaurire l'intero spettro mondiale di istanze su quesl prodotto/servizio, ma sapere cosa ne pensa il vicino di casa, e magari sua moglie. nella rete si procede per piccoli passi, e la costruzione della reputazione si evolve giorno dopo giorno, con un lavoro lungo. la metafora della piantina da far crescere è quella più giusta, secondo me.

forse avrai già visto il lavoro che sto svolgendo su 

http://aziendeconleorecchie.wordpress.com/

la "casa" del marketing dell'ascolto su internet è lì, dove si possono vedere le aziende che stanno scegliendo questa strada.

noi stessi, come agenzia di comunicazione, ci stiamo impegnando ad ascoltare, e a creare un'attitudine di questo tipo. spero di averti risposto in qualche modo, fammi sapere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>buongiorno giovanni, innanzitutto grazie per il tuo intelligente stimolo a questa conversazione.</p>
<p>in una società collegata, è logico aspettarsi un &#8220;overload&#8221; come lo chiamano, di informazioni, ingestibili per un fatto, prima di tutto, quantitativo.</p>
<p>i miliardi di dati sono ovviamnete una paraiisi per il marketing, ma credo che il punto non sia questo, bensì il fatto che il marketing com&#8217;è ora ha bisogno di rinnovarsi, perché non sta dietro all&#8217;evoluzione dei consumatori.</p>
<p>in questo senso, il mktg dell&#8217;ascolto propone una piccola alternativa di approccio. </p>
<p>non è difficile iniziare ad aprirsi a questa strada, per un produttore (uso la tua definizione) attento al suo mercato. basta un giovane all&#8217;interno dell&#8217;azienda che si preoccupi di tenere aggiornato il corporate blog, per dire, piuttosto che si impegni a seguire la blogosfera in quel settore di riferimento.</p>
<p>lo scopo non è esaurire l&#8217;intero spettro mondiale di istanze su quesl prodotto/servizio, ma sapere cosa ne pensa il vicino di casa, e magari sua moglie. nella rete si procede per piccoli passi, e la costruzione della reputazione si evolve giorno dopo giorno, con un lavoro lungo. la metafora della piantina da far crescere è quella più giusta, secondo me.</p>
<p>forse avrai già visto il lavoro che sto svolgendo su </p>
<p><a href="http://aziendeconleorecchie.wordpress.com/" rel="nofollow">http://aziendeconleorecchie.wordpress.com/</a></p>
<p>la &#8220;casa&#8221; del marketing dell&#8217;ascolto su internet è lì, dove si possono vedere le aziende che stanno scegliendo questa strada.</p>
<p>noi stessi, come agenzia di comunicazione, ci stiamo impegnando ad ascoltare, e a creare un&#8217;attitudine di questo tipo. spero di averti risposto in qualche modo, fammi sapere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Giovanni</title>
		<link>http://www.monkeybusinessmilano.it/una-nuova-sensibilita#comment-59</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 20:56:23 +0000</pubDate>
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		<description>Non trascurate, forse, l'effetto dell'imbuto informativo o degli altrettanto famosi colli di bottiglia?
Possiamo fare marketing elaborando miliardi di dati, provenienti da blog siti internet questionari informativi e quant'altro?
Certo che si. Mi rispondereste.
Ma le informazioni che potranno scaturire, da una lunga e ragionata elaborazione dei dati, potrebbero rivelarsi tanto valide quanto inutili a causa della rapida evoluzione del mercato. 
Anch'io vorrei vedere ultimato sotto l'aspetto umano quel sogno che solo sotto l'aspetto tecnico, grazie alla "rete", è già realtà.  Mi riferisco al sogno di un paese in cui anche il modesto parere di un comune cittadino, possa influire sulle decisioni dei grandi dotti e sapienti politici che lo governano.
Penso sia chiara la metafora del cittadino/consumatore e di consegenza anche il mio secondo punto di osservazione rispetto alla realtà che proponete con il Marketing dell'ascolto. Come in politica con il nostro voto abbiamo un minimo margine decisionale sulle scelte dei nostri eletti, altrettanto marginale e illusorio è il modo in cui influiamo sulle decisioni dei nostri produttori.
Vi espongo il punto di vista di un consumatore che, nonstante i tanti esami di marketing sostenuti, non ha ancora avuto modo di passare dall'altra parte della barricata. Forse anche per questo motivo sono cosi critico, nei vostri confronti. Non lo so, ma è altrettanto probabile che possa mancarvi il punto di vista di uno che, per sentito dire, sa di cosa parlate e che non è ancora imbrigliato in collaudati schemi mentali.
Spero di esservi stato utile nella valutazione del vostro approccio al marketing dell'ascolto, e salutatemi i vostri datori di lavoro: I produttori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non trascurate, forse, l&#8217;effetto dell&#8217;imbuto informativo o degli altrettanto famosi colli di bottiglia?<br />
Possiamo fare marketing elaborando miliardi di dati, provenienti da blog siti internet questionari informativi e quant&#8217;altro?<br />
Certo che si. Mi rispondereste.<br />
Ma le informazioni che potranno scaturire, da una lunga e ragionata elaborazione dei dati, potrebbero rivelarsi tanto valide quanto inutili a causa della rapida evoluzione del mercato.<br />
Anch&#8217;io vorrei vedere ultimato sotto l&#8217;aspetto umano quel sogno che solo sotto l&#8217;aspetto tecnico, grazie alla &#8220;rete&#8221;, è già realtà.  Mi riferisco al sogno di un paese in cui anche il modesto parere di un comune cittadino, possa influire sulle decisioni dei grandi dotti e sapienti politici che lo governano.<br />
Penso sia chiara la metafora del cittadino/consumatore e di consegenza anche il mio secondo punto di osservazione rispetto alla realtà che proponete con il Marketing dell&#8217;ascolto. Come in politica con il nostro voto abbiamo un minimo margine decisionale sulle scelte dei nostri eletti, altrettanto marginale e illusorio è il modo in cui influiamo sulle decisioni dei nostri produttori.<br />
Vi espongo il punto di vista di un consumatore che, nonstante i tanti esami di marketing sostenuti, non ha ancora avuto modo di passare dall&#8217;altra parte della barricata. Forse anche per questo motivo sono cosi critico, nei vostri confronti. Non lo so, ma è altrettanto probabile che possa mancarvi il punto di vista di uno che, per sentito dire, sa di cosa parlate e che non è ancora imbrigliato in collaudati schemi mentali.<br />
Spero di esservi stato utile nella valutazione del vostro approccio al marketing dell&#8217;ascolto, e salutatemi i vostri datori di lavoro: I produttori.</p>
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